LA CORALE DELLA DIOCESI DI TORINO UN SERVIZIO DI AVVENTO CHE PREPARA AL NATALE

Nelle domeniche di Avvento, la cattedrale di san Giovanni Battista (Duomo di Torino)
diventa, più che mai, il cuore pulsante della preghiera diocesana: la liturgia presieduta
dall’Arcivescovo richiama fedeli da tutta la città e dalle comunità del territorio, in un
cammino che aiuta a “preparare il cuore” al mistero del Natale. In questo percorso, la
musica non è semplice cornice, ma ministero vero e proprio: accompagna la Parola,
sostiene l’assemblea nel canto, rende più intensa la partecipazione e aiuta a vivere la
liturgia con unità e profondità.

Quattro domeniche, un’unica attesa
Per tutto l’Avvento 2025, le Celebrazioni Eucarisiche in Cattedrale presiedute
dall’Arcivescovo sono state celebrate alle 10.30 nelle quattro domeniche (30 novembre; 7,
14, 21 dicembre), offrendo un appuntamento stabile e riconoscibile per la diocesi.
In ciascuna celebrazione, il canto liturgico ha avuto il compito di fare da ponte tra la
preghiera personale e la voce della Chiesa riunita: un “noi” che canta, risponde, invoca,
ringrazia.

Preparazione: disciplina, studio, ascolto
Dietro ogni Messa cantata c’è un lavoro paziente e spesso nascosto. La corale prepara
repertori, salmi, acclamazioni e parti ordinarie della Messa con attenzione sia musicale sia
liturgica, perché ogni scelta sia adatta al tempo dell’anno, al testo proclamato e al gesto
celebrativo. È una preparazione fatta di prove, studio delle partiture, cura della vocalità e,
soprattutto, di ascolto reciproco tra voci, strumenti e assemblea, che la corale è chiamata
a sostenere, non a sostituire.

Un coro con radici e una storia
Il Coro Diocesano della Cattedrale di Torino porta una storia recente ma ben radicata:
“l’atto di nascita” viene collocato alla fine degli anni Novanta, ma le sue radici affondano
nel cammino avviato nel 1979, quando l’Ufficio liturgico diocesano promosse la formazione
liturgico-musicale attraverso l’Istituto Diocesano di Musica e Liturgia.
Il coro nacque infatti dall’esperienza formativa dell’Istituto: inizialmente conosciuto come
“Coro dell’Istituto”, composto da ex allievi e arricchito anche da cantori provenienti da
precedenti esperienze legate alla cattedrale.
Nel tempo, la corale ha svolto servizio nelle principali solennità diocesane, praticando un
repertorio ampio dal canto gregoriano alla polifonia moderna, talvolta con
accompagnamento strumentale.
Nella sua storia, è stata chiamata anche ad animare celebrazioni di particolare rilievo
ecclesiale e cittadino, comprese grandi liturgie legate alla vita della Chiesa torinese (come
le ostensioni della Sindone e celebrazioni di ampia partecipazione).
Dal 2006 la guida è affidata a Alessandro Ruo Rui (dopo la direzione di Massimo Nosetti
e altri responsabili che hanno segnato le fasi di crescita).

L’Istituto Diocesano di Musica e Liturgia: formazione al servizio della liturgia
Al centro di questa esperienza c’è un’idea chiara: la musica in chiesa è un servizio che
richiede competenza, spirito ecclesiale e formazione continua. Proprio per questo,
l’Istituto Diocesano di Musica e Liturgia (IDML) — istituito nel 1979 dall’Ufficio Liturgico
Diocesano — nasce per offrire preparazione liturgica e tecnica a chi desidera
impegnarsi nell’animazione della liturgia “nei suoi vari aspetti e linguaggi”.
I corsi sono aperti dai 16 anni in poi, sia per principianti sia per chi vuole perfezionarsi: un
segno concreto di come la Diocesi investa nel futuro del canto liturgico e nella qualità della
preghiera comunitaria.
Per l’anno formativo 2025/2026, l’IDML ha annunciato anche una novità logistica
importante: il trasferimento delle attività presso il centro pastorale della parrocchia S.
Leonardo Murialdo (via Francesco De Sanctis 28, Torino), con incontri dedicati alla
relazione profonda tra preghiera e liturgia.

Verso la Vigilia e il Natale: la voce della Chiesa che celebra
Il cammino dell’Avvento culmina naturalmente nelle celebrazioni natalizie. In cattedrale a
Torino la celebrazione della Messa nella Notte è prevista il 24 dicembre alle 22.30
presieduta dal vescovo ausiliare, mentre la Celebrazione Eucaristica nella solennità del
Natale del Signore presieduta dal cardinale arcivescovo è il 25 dicembre alle 10.30.

Anche in queste liturgie, la corale è chiamata a un compito essenziale: dare “voce” alla
gioia della Chiesa, sostenere il canto dell’assemblea e rendere percepibile, attraverso la
bellezza sobria del rito, la grandezza dell’Incarnazione.

Un ministero che unisce
In un tempo in cui spesso si corre e si ascolta poco, la corale ricorda a tutti che la liturgia è
un’azione comune: si entra in chiesa come persone singole e si esce come popolo.
Cantare insieme non è un “di più”, è un modo concreto di essere Chiesa. E l’Avvento, con
il suo intreccio di attesa, speranza e luce, trova nella corale diocesana un segno umile e
potente: la preparazione accurata di ogni domenica è già annuncio di Natale.

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